Un nuovo arrivo tra gli alberi cittadini: Takahashia japonica

Negli ultimi anni, l’intensificazione degli scambi commerciali globali e le modificazioni climatiche hanno favorito la diffusione di specie esotiche invasive in nuovi ambienti, con particolare incidenza nei contesti agricoli ma anche urbani.

Takahashia japonica, nota come “cocciniglia dai filamenti cotonosi”, sta emergendo come organismo di crescente interesse fitosanitario in diverse aree europee, inclusa l’Italia settentrionale.

Un recente ritrovamento da parte dei tecnici del Consorzio Fitosanitario di Parma in ambiente urbano a Parma, grazie ad indagini approfondite in seguito a segnalazione locale, rappresenta un caso indicativo per riflettere sull’importanza dei sistemi di “early warning” e del coinvolgimento attivo della popolazione attraverso approcci di “citizen science”.

L’insetto originario dell’Asia orientale e segnalato in Europa per la prima volta nel 2017 è facilmente riconoscibile per la presenza di caratteristici ovisacchi bianchi, filamentosi e disposti ad anello attorno ai rami delle piante ospiti.

Le città rappresentano un punto critico per l’elevata biodiversità vegetale urbana attraverso: alberature stradali, giardini pubblici e privati offrendo numerosi ospiti (acero, carpino, gelso liquidambar, ecc.). Inoltre, l’ambiente urbano caratterizzato da alte frequenze e spostamenti da zone lontane, funge da punto di accesso e diffusione per specie aliene. Per contro vi sono difficoltà di controllo causa frammentazione degli ambienti e la compresenza di proprietà pubbliche e private che complicano eventuali interventi.

L’individuazione precoce di nuovi focolai consente di intervenire prima che la specie si stabilizzi e si diffonda su larga scala.

Anche se T. japonica non è ancora considerata tra i fitofagi più dannosi in Europa, la sua presenza desta preoccupazione per indebolimento delle essenze ospiti, produzione di melata con sviluppo di fumaggini, impatto estetico e paesaggistico.

Tali fattori giustificano l’inclusione della specie in programmi di monitoraggio.

Il concetto di “early warning” (=allerta precoce) rappresenta uno dei pilastri della moderna difesa fitosanitaria da parte di un ente di sviluppo agricolo come il Consorzio Fitosanitario di Parma per rilevare tempestivamente nuove introduzioni e attivare misure di contenimento rapide ed efficaci per specie potenzialmente dannose anche per il sistema agricolo.

Nel caso di T. japonica, l’efficacia dell’allerta dipende, oltre che da monitoraggi capillari e formazione anche dalla collaborazione tra enti pubblici e privati ma anche su un sistema di sorveglianza distribuito, che non può basarsi esclusivamente sugli operatori professionali.

La “citizen science” (coinvolgimento della comunità) si dimostra uno strumento efficace nel supportare il monitoraggio fitosanitario grazie alla validazione scientifica delle segnalazioni da parte del Fitosanitario.

Il successo di tali strategie dipende dalla capacità di creare una rete collaborativa tra istituzioni, tecnici e cittadini, trasformando il monitoraggio da attività specialistica a responsabilità condivisa.

L’esperienza insegna che quando si ritrova un organismo dannoso in una nuova area questo tende ad insediarsi ed a diffondersi nonostante le misure messe in campo, pertanto si chiede di segnalare al proprio comune la presenza di sintomi riferibili alla cocciniglia dai filamenti cotonosi.

29 Maggio 2026