Recentemente è segnalato un aumento della presenza di galle sui castagni prodotte dall’infestazione da vespa cinese (Dryocosmus kuriphilus). Questo parassita, introdotto nei nostri territori nel 2008, ha prodotto inizialmente danni significativi, in quanto non erano presenti nemici naturali.
A livello nazionale e nelle zone castanicole, prendendo spunto da studi giapponesi relativi alle caratteristiche di un specifico parassitoide Torymus sinensis, è stata applicata la lotta biologica, con risorse pubbliche, allevando l’antagonista in ambiente protetto e successivamente introducendolo in castagneto.
Anche in provincia di Parma, i tecnici del Consorzio Fitosanitario hanno effettuato numerosi rilasci di nuclei in diverse aree boschive dell’Appennino nel periodo dal 2010 al 2016. Da controlli condotti negli anni successivi, la presenza del parassitoide in ambiente castanicolo è sempre stata verificata, come anche la presenza di vespa cinese che non è mai stata completamente debellata. A tal fine infatti, può essere utile ricordare che la lotta biologica “propagativa” non agisce come un trattamento insetticida, piuttosto consiste nell’immettere nell’ambiente un insetto utile per contrastarne un altro dannoso auspicando che si ambienti e si moltiplichi e con l’obiettivo del raggiungimento di un equilibrio tra le due popolazioni.
Essendo questi due insetti organismi viventi, qualora effettivamente si raggiunga un equilibrio (come poi avvenuto nel caso di vespa cinese e suo antagonista), questo non è statico, ma è dinamico; pertanto, è naturale che ci siano anni in cui si notano più danni da vespa e anni in cui se ne notano meno. Pertanto, la lotta biologica non è più stata eseguita una volta accertato che il parassitoide si era stabilmente insediato nel territorio. Andamenti climatici non favorevoli, come probabilmente quello avvenuto nel corso del 2025, causano uno sfasamento dei cicli biologici tra vespa cinese e parassitoide, con conseguente aumento delle infestazioni di vespa cinese. Le fluttuazioni cicliche rientrano nell’ordine delle cose ma non significa che il parassitoide non sia più presente.
Attualmente, una ripresa delle attività di lotta biologica con Torymus sinensis sarebbe vietata dalla legge. Infatti, l’articolo 12 del D.P.R. 357/97, che recepisce la Direttiva Habitat 92/43/CEE, vieta l’immissione in natura di specie non autoctone. T. sinensis infatti è ancora considerato una specie esotica, nonostante sia presente negli ambienti castanicoli a livello nazionale. In ogni caso, nuovi rilasci in ambito naturale (e non di coltivazione intensiva dove vengono effettuati trattamenti insetticidi) dove il parassitoide è presente non hanno motivazioni scientifiche. Per usare una metafora sarebbe pari all’effetto di un bicchiere di acqua versato in mare.
Sono previsti sopralluoghi nei mesi di giugno e luglio da parte dei tecnici del Consorzio Fitosanitario di Parma che terranno monitorata la situazione e verificheranno la presenza del parassitoide all’interno delle galle di vespa cinese.